TAMPONE ANTIGENICO RAPIDO QUANTITATIVO

L’attuale limite del test antigenico RAPIDO è rappresentato dalla inferiore capacità di identificare il virus Sars-Cov2 in presenza di una bassa carica virale.

Il test antigenico quantitativo SARS-CoV-2, invece, si basa sulla tecnologia della chemiluminescenza (CLIA) che utilizza strumentazione di laboratorio automatica ad alta produttività e velocità, la quale è già impiegata per indagini di laboratorio più selettive.

Rispetto ai test rapidi su card di prima generazione con questa metodica si raggiunge un risultato quantitativo unico che ha caratteristiche superiori e che ha una elevata concordanza con la metodica RT-PCR (di biologia molecolare), che resta indiscutibilmente il gold standard per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, dal momento che quest’ultima impiega un’avanzata metodica di laboratorio che consente di riconoscere e amplificare “sequenze specifiche” del patrimonio genetico del virus.

Il nuovo test antigenico quantitativo, dunque, consente:

  • di avere una risposta specifica e molto più attendibile rispetto al tradizionale tampone antigenico,
  • di tracciare i contatti in tempi più rapidi e veloci,
  • di implementare più rapidamente le procedure di isolamento per i pazienti infetti che potrebbero diffondere SARS-CoV-2.

Esso rientra nei test di ultima generazione, come è stato suggerito dalle recenti indicazioni del Ministero della Salute.

Per tutte le informazioni utili circa modalità, costo e tempi del test, chiama le nostre Segreterie.

Torniamo a parlare di test diagnostici perché occorre fare il punto rispetto all’ applicazione  dei test rapidi su differenti matrici biologiche, come la saliva. Ne tratteremo alla luce della circolare del ministero del 14 maggio 2021 (0021675-14/05/2021) e degli aggiornamenti ricevuti dall'HealthSecurity Committee (HSC) a livello europeo.
 
L’adozione dei test salivari per la ricerca di SARS-CoV-2 è materia di discussione, sia a livello tecnico-scientifico che di proposta attraverso i media: c'è chi
li vorrebbe utilizzare come screening nelle scuole, e  chi come lasciapassare per l’ingresso nei ristoranti, nelle palestre, negli stadi…e chi come strumento per ottenere la certificazione verde (il “green pass” attualmente non lo prevede) 
 
A tale proposito viene richiamata la circolare del ministero del 14 maggio 2021 (0021675-14/05/2021) (https://www.seremi.it/sites/default/files/Circolare%20Salivari%2014%2005.pdf ), che si riferisce a: “Uso dei test molecolare e antigenico su saliva ad uso professionale per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2.”
 
Nella circolare ministeriale su menzionata si ribadisce da subito che “Il test molecolare su campione nasofaringeo e orofaringeo rappresenta il “gold standard” internazionale per la diagnosi di COVID-19 in termini di sensibilità e specificità.”
In medicina di laboratorio per “gold standard” si intende l'esame diagnostico più accurato (appropriato) per confermare un determinato dubbio diagnostico: a questo ogni altro metodo deve essere rapportato per ottenere validità diagnostica. Per la diagnostica di SARS-CoV-2 il test di riferimento (“gold standard”) è il tampone molecolare naso-oro-faringeo per la ricerca di sequenze genomiche del virus.
 
La circolare ribadisce ulteriormente che “In caso di mancata e pronta disponibilità di test molecolari, o in condizioni d’urgenza […] si può ricorrere ai test antigenici […] su campione nasofaringeo e orofaringeo”: questi si distinguono in test eseguibili in laboratorio e in test antigenici rapidi che non necessitano di particolari attrezzature per essere processati e letti.
 
La presenza del virus nella saliva dei soggetti infetti è ormai ampiamente dimostrata, sia nei soggetti infetti che rimangono asintomatici, sia nei giorni precedenti la comparsa dei sintomi e successivamente nella fase di malattia. In diverse circostanze la quantità di virus rilevabile dalla saliva può essere addirittura maggiore di quella riscontrata in naso-oro-faringe.
 
Come per i tamponi naso-oro-faringei, anche per la saliva esistono test di tipo molecolare (che rilevano la presenza nel campione dell’RNA del virus) e di tipo antigenico (che rilevano nel campione le proteine virali). 
 
Una fase molto critica del processo analitico che parte dalla saliva è la raccolta del campione: infatti, come ricorda la stessa circolare ministeriale: “I campioni di saliva possono essere eterogenei (saliva orale, saliva orofaringea posteriore) e le diverse tecniche e sedi di raccolta possono avere un impatto sulla sensibilità del metodo.  Inoltre, i campioni di saliva possono essere mucosi e viscosi, determinando difficoltà di lavorazione con i metodi e le attrezzature automatizzate di estrazione dell'RNA o di estrazione/amplificazione esistenti.”
 
Il nostro laboratorio, accreditato all’esecuzione degli esami molecolari, è fornito di attrezzature e protocolli per il trattamento di questa matrice, ed oggi è allo studio della scienza la possibilità di annoverare il test antigenico sulla saliva processato in laboratorio nell’elenco dei test validati e approvati a livello europeo (HSC), e dalla valutazione dei dati che emergeranno dalle loro performance, si valuta la possibilità che il legislatore italiano intraprenda delle decisioni in merito  al loro utilizzo e al contesto in cui questi test salivari possono essere utilizzati. 
 
Nelle more di queste importanti decisioni, a livello nazionale ed europeo, il test salivare eseguito presso il nostro laboratorio ha la caratteristica di essere un test rapido, specifico e attendibile come il tampone antigenico ed in più ha il pregio di essere un test non invasivo e poco stressante, soprattutto se utilizzato per i nostri piccoli utenti.
 

Ad oggi, il metodo per eccellenza per la rilevazione dell’infezione da Covid 19, identificato come Gold Standard, resta il tampone naso/oro-faringeo analizzato con metodica di RT-PCR (tampone molecolare): è questo un test con un margine di errore molto basso, validato in ambito scientifico a livello internazionale e di fatto il metodo più affidabile in assoluto.

Com’è noto però, la diffusione pandemica di Sars-CoV-2 e quindi il numero elevato di infezioni quotidiane ha reso necessario l’utilizzo di metodi di screening più rapidi per analizzare campioni sempre più grandi con tempi di attesa per il referto minimi. Ecco che in questo scenario sono sorti i tamponi antigenici rapidi, che sono test non solo più rapidi del molecolare, ma anche di più facile esecuzione, cosa che ha permesso di estendere lo screening della popolazione in più laboratori, farmacie o singoli studi medici.

Il tampone antigenico rapido, a differenza del test molecolare, non ricerca il genoma virale, ma le proteine del virus. I tempi di risposta sono molto brevi e i dati di sensibilità e specificità si avvicinano sempre di più a quelli del molecolare.

Nel corso della pandemia i test rapidi sono stati modificati e migliorati soprattutto nell’analisi del campione e questa ha determinato una differenza di generazione basata essenzialmente su differenze di performance.

Si classificano in :

  • PRIMA GENERAZIONE, saggi immunocromatografici lateral flow.
  • SECONDA GENERAZIONE, test a lettura immunofluorescente che necessitano dell’uso di una strumentazione. Tale metodica corregge eventuali legami aspecifici rendendo il processo di analisi non più occhiometrico, ma standardizzato. Questa correzione influisce quindi sui valori di specificità e sensibilità, che risultano più alti dei test di prima generazione, e aiuta a discriminare meglio un risultato positivo o negativo.
  • TERZA GENERAZIONE, test sempre con lettura in fluorescenza ma con metodica in microfluidica

Le prime due generazioni in caso di positività, necessitano di una conferma con il tampone molecolare; mentre in caso di negatività il risultato è valido per tutti i fini e non necessita di alcuna conferma.

Come dichiarato anche dal Ministero della Salute e dall’ Istituto Superiore di Sanità, è raccomandato il ricorso a test antigenici rapidi purché abbiano i seguenti requisiti minimi di performance: ≥80% di sensibilità e ≥97% di specificità.

Anche l’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI-IT) ha recentemente pubblicato linee guida sui test favorevoli alla tecnologia di nuova generazione. L’AMCLI-IT ritiene che essi hanno prestazioni migliori rispetto ad altri test antigenici e dunque risultano essere più affidabili dei classici tamponi rapidi, pur conservandone la medesima rapidità.

I test di nuova generazione, basati su tecnologia immunocromatografica a fluorescenza, riconoscono le varianti Covid?

Fin dai primi mesi della pandemia, gli scienziati hanno osservato la comparsa di mutazioni del virus SARS-CoV-2 prelevato da persone con COVID-19.  Ad oggi le mutazioni scoperte risultano essere migliaia e quelle che coinvolgono la proteina Spike sono più di 4000.

Oltre la variante inglese sono state identificate successivamente altre varianti virali (la brasiliana e la sudafricana, tra le principali) con maggiore diffusione e che rapidamente hanno invaso diversi paesi mondiali. Anche queste, come quella inglese, hanno mostrato mutazioni a livello della proteina Spike.

Attraverso la sua proteina Spike, SARS-CoV-2 riconosce e si lega al recettore cellulare ACE2, questa interazione permette al virus di entrare nella cellula e iniziare il suo processo di infezione. Oltre a Spike, un’altra proteina virale, la fosfoproteina nucleocapside (proteina N), gioca un ruolo centrale nella vita del virus stabilizzando il suo genoma a RNA e favorendo “l’incapsidamento” dell’RNA duplicato nei diversi virioni. Sulla base del suo ruolo vitale nella trascrizione e replicazione del virus, la proteina N sembra essere più sensibile per la diagnosi precoce delle infezioni.

Orbene, la maggior parte dei test rapidi, ed in particolare quelli immunocromatografici a fluorescenza di nuova generazione, rileva l’antigene proteico nucleocapside (N).

Per questi motivi, anche una recente circolare del Ministero della Salute indica che i test antigenici, basandosi sul rilevamento dell’antigene N, possono essere usati anche per il riconoscimento delle varianti.

I test di nuova generazione, quindi, sono in grado di riconoscere anche le varianti Covid con alti valori di specificità e sensibilità.

Richiedi tutte le informazioni necessarie presso le segreterie dei Nostri Centri oppure scrivici a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

ANTICORPI NEUTRALIZZANTI COVID-19 RBD

Il nuovo esame di laboratorio della RETE DIAGNOSTICA CAMPANIA è  il  test che ricerca e quantifica la presenza di anticorpi neutralizzanti Covid-19 RDB della proteina spike, i quali difendono le cellule dal virus Sars-Cov-2, bloccando l’infezione.

 

Anticorpi neutralizzanti Covid-19 RDB-IgG, cosa sono? 

Gli anticorpi neutralizzanti sono fondamentali nella lotta contro il COVID-19 perché difendono le cellule dall’ infezione del virus. Un virus tipicamente produce una risposta immunitaria di molti anticorpi che agiscono come un esercito per aiutare a combattere il virus; tuttavia, solo un piccolo sottogruppo di questi anticorpi sono neutralizzanti – impedendo al virus di infettare ulteriori cellule.  

Questi anticorpi neutralizzanti si sviluppano in risposta all’ infezione naturale o alla vaccinazione, poi successivamente si legano al virus e bloccano l’infezione. Per misurare l’efficacia di un vaccino, è fondamentale identificare sia la presenza di questi anticorpi neutralizzanti sia verificare quantitativamente il livello plausibile necessario per proteggersi da futuri contatti con il virus.

 Possono essere ricercati e quantificati mediante un test sierologico.  

Che tipo di test si esegue?

Per determinare la presenza di anticorpi neutralizzanti Covid-19 all’ interno dell’organismo, si esegue un test sierologico grazie a un semplice prelievo di sangue.

Il test è di tipo quantitativo: è in grado di quantificare la presenza di anticorpi IgG neutralizzanti. Si esegue mediante un semplice prelievo di sangue, presso uno dei nostri punti prelievi.

La metodica applicata per l’esecuzione del test in laboratorio è la chemiluminescenza (CLIA).

 

A CHI È RIVOLTO QUESTO TEST?

Il nuovo test IgG di seconda generazione può essere utile:

  • a chi vuole verificare se è venuto a contatto con il virus in passato e quindi ha già sviluppato anticorpi neutralizzanti;
  • a chi ha già completato il vaccino anti Sars-CoV-2 (entrambe le dosi) e desideri verificare la successiva produzione di anticorpi (e loro relativa durata, attraverso misurazioni ripetute nel tempo). Il nostro Laboratorio è in grado di offrire anche la misura degli anticorpi di classe IgM che indicano, se positivi, una possibile infezione in atto che va ulteriormente indagata in accordo con il proprio medico curante. Si ricorda che in questi casi, il test più appropriato è il test molecolare RT-PCR.

 

Quali sono le DIFFERENZE con un normale test sierologico per anticorpi IgG Sars-Cov-2?

A differenza del normale test sierologico per anticorpi IgG, questo nuovo test sierologico è in grado di ricercare i nuovi anticorpi neutralizzanti Covid-19, gli anticorpi anti-RDB della proteina spike (proteina s), grazie a una maggior specificità verso la ricerca di tali anticorpi nel sangue. A livello clinico, la sensibilità è al 100% (a partire dal 15esimo giorno dalla scomparsa dei sintomi) e la specificità è del 99.6%.

 

Il test sierologico per anticorpi neutralizzanti Covid-19 RBD-IgG della proteina spike viene eseguito privatamente presso i punti prelievi della RETE DIAGNOSTICA CAMPANIA.

 

Per tutte le informazioni non esitare a contattarci.

Cosa c'è da sapere sul tampone Covid19

31 Ottobre 2020
Pubblicato in News

Il tampone

Il tampone o tampone molecolare o PCR (dall’inglese “Polymerase Chain Reaction”, reazione a catena della polimerasi) o RT-PCR (dall’inglese “Reverse Transcription Polymerase Chain Reaction”, reazione a catena della polimerasi inversa) è il principale test diagnostico per il controllo della pandemia, il metodo riconosciuto e validato dagli organismi internazionali per fare la diagnosi, cioè rilevare la presenza del virus Sars-CoV-2 in un individuo infetto. Il test viene processato da personale specializzato nel nostro laboratorio di microbiologia molecolare con reagenti e macchinari complessi. Ecco perché la gestione dei tamponi è stata affidata esclusivamente ai centri pubblici (asl) o in convenzione (come il nostro hub Laboratorio Gentile https://www.diagnosticacampana.it/component/k2/item/138-laboratorio-analisi-cliniche-gentile-sas.htm)  

Materiale

Il test viene effettuato su un campione di secrezioni respiratorie, generalmente prelevate con un tampone naso-faringeo.

 

Come avviene il prelievo

Il prelievo avviene con bastoncini infilati nelle narici e/o nella faringe.

 

Su che cosa si basa

Il tampone è un saggio molecolare basato sul riconoscimento dell’RNA (acido nucleico) del virus mediante un metodo di amplificazione virale (PCR).

 

Tempi di risposta (esito)

al massimo 72 ore  dall’ arrivo del campione in laboratorio. 

 

Affidabilità

La sensibilità del tampone in media è del 98% (in sostanza, su 100 infetti un tampone molecolare ne individua correttamente -in media- 98). Ovviamente dipende anche da altre variabili, per esempio le modalità della raccolta del campione, se il tampone non è stato inserito abbastanza a fondo, per esempio, o se lo screening è stato eseguito nel momento sbagliato. Quando un paziente viene testato troppo presto (durante la fase di incubazione) o alla fine della malattia, la quantità di virus potrebbe essere troppo bassa per essere rilevata.

 

Risultato

Il tampone può essere “positivo” e indica che una persona ha contratto il virus ed era infetta al momento del prelievo, o “negativo” e indica che la persona non risulta avere contratto il virus ed essere infetta al momento del prelievo. Come spesso si è detto è la “fotografia di un istante” perché un soggetto può essere negativo oggi e positivo domani. Non solo. “Positivo” non necessariamente significa “sintomatico”, visto che ci sono persone che hanno il virus ma restano senza sintomi (i cosiddetti “asintomatici”) e non significa necessariamente “contagioso”. Sappiamo che la contagiosità è massima nelle 48 ore precedenti l’esordio dei sintomi e per circa 7 giorni dopo (anche se ci sono casi fino a un massimo di 14 giorni). Ci sono situazioni in cui una persona resta “positiva” per mesi, ma dopo un certo lasso di tempo non è più contagiosa: il tampone è così sensibile da trovare tracce di Rna virale lo stesso, ma sono frammenti di virus “inoffensivi”, incapaci di replicarsi. L’esito “positivo”  viene obbligatoriamente segnalato alle autorità sanitarie competenti.

Quando va eseguito

Ogni volta che qualcuno pensi di aver avuto la possibilità di infettarsi con il Sars-CoV-2 e come screening (a scuola, sul lavoro) o per accertare la positività di categorie a maggiore rischio di contagio (come medici e infermieri). Il tampone viene deciso e prescritto dal medico-pediatra-ATS. Se eseguito troppo precocemente rispetto alla data in cui si suppone un contagio (esposizione), può risultare negativo (si parla quindi di “falso negativo”). Il tasso di falsi negativi è al minimo 8 giorni dopo l’esposizione, ovvero 3 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi (in media e se ci sono). Per questo gli scienziati consigliano di effettuare il tampone non prima di 72 ore dopo il presunto contagio, per ridurre al minimo i risultati falsi negativi.

 

Privatamente

Posso decidere di eseguirlo privatamente (anche se dovrebbe essere un medico a valutare quando è più consigliabile eseguirlo, vedi sopra il problema dei “falsi negativi”, ndr). In caso di “positività”, l’esito verrà comunicato alle autorità sanitarie competenti.

 

 

 

La nostra RETE DI LABORATORI DIAGNOSTICA CAMPANA è presente nell'elenco ufficializzato dalla Regione con la nota UC del 03/09/2020 n. 2660/2020, e ad essa si può accedere secondo le seguenti modalità:

 

- Il test di ricerca molecolare del gene SARS-COV-2 su tampone rinofaringeo può essere eseguito a domicilio da un nostro infermiere specializzato Covid ovvero in sede presso uno dei nostri punti prelievo ( https://www.diagnosticacampana.it/contattaci.html ) esclusivamente su prenotazione telefonica e secondo fasce orarie differenziate.

 

 

Possibili risultati del Tampone Covid:

Esito del tampone: 

Cosa vuol dire:

Cosa devo fare:

“RILEVATO”

È stato rilevato l'RNA di coronavirus SARS-CoV-2 (COVID-19)

Si raccomanda di valutare il presente referto con il proprio medico per rispettare i requisiti di quarantena secondo le disposizioni delle Autorità Sanitarie.

 

 

 

“NON RILEVATO”

Nessuna rilevazione di RNA di coronavirus SARS-Cov-2 (COVID-19) nel tampone.

Il test di un singolo tampone rinofaringeo può non essere sufficiente per escludere la presenza di infezione da SARS-CoV-2.